23/10/2007

alcuni buoni motivi per diventare estremamente irragionevoli


perchè una persona mediamente ragionevole dovrebbe diventare estremamente irragionevole? oh, sapete, ci sono un mucchio di motivi.

ma cosa vuol dire esattamente "irragionevole"? vuol dire "contrario alle più elementari esigenze di misura e convenienza suggerite dalla ragione" (devoto-oli). una persona irragionevole è una persona sprovvista di ragione, che non vuole sentire ragioni.

esattamente ciò che sono io! esattamente ciò che diventerebbe chiunque a queste condizioni.

sono incazzato, nervoso, irascibile e intollerante. vabbè, intollerante lo ero anche prima, però insomma.. un aggettivo ci può stare, quattro cominciano ad essere un po' troppi, me ne rendo conto.

è circa un mese, ma forse di più che qualcuno sta minando seriamente la mia salute psicofisica. è un mese, più o meno che la prima parola che pronuncio la mattina appena sveglio è "vaffanculo!". sono suppergiù 30 giorni che alcuni operai scostumati, muti, bassi, con la barba incolta, privi di buone maniere, puntuali come la morte o come gli operatori dei call-center di sky o di tele2 (che poi è uguale) ed extracomunitari (non c'entra niente, lo so, ma il mio costante stato di astio, livore, rancore, odio, antipatia, avversione, ostilità e innumerevoli altri sinonimi, mi fa esagerare con i dettagli inutili.. se fossero stati marchigiani o canadesi sarei stato incazzato allo stesso modo), che alcuni operai, dicevo, prezzolati da un nuovo e antipaticissimo inquilino, stanno metodicamente distruggendo l'appartamento al piano di sotto a colpi di 2 (DUE) martelli pneumatici e svariate mazzette da muratore.

ora, io mi chiedo, approfittando di questo sprazzo di lucidità, ma-neanche-tanto-perchè-in-questo-momento-lucidità-mi-sembra-una-parola-grossa: ma in un appartamento di 120 mq, quante cazzo di pareti ci saranno da abbattere? e soprattutto: perchè le devono abbattere alle 8 meno un quarto (7.45) di ogni mattina compreso il sabato?

ciò che producono, oltre al mio esaurimento nervoso (l'altro giorno stavo per dare un morso sul cranio di mia madre perchè il caffè era tiepido), è una marea di polvere (da cui l'esaurimento nervoso di mia madre), un inquinamento acustico degno di una pista da bowling vicina all'aeroporto e il mio assoluto, incondizionato, irreparabile e profondo odio verso la classe operaia tutta!

sono irragionevole? si!! e non voglio sentire ragioni!!!

goodgod ha avuto ragione alle 21:58 riguardo a odio, il criticatutto, la giornata è ancora lunga
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31/07/2007

cogito. ergo, cogito ancora..

12 maggio 2007

…e non concludo un cazzo.
ogni tanto mi capita di pensare quando sono in macchina. magari noto dei particolari, dettagli o cose banalissime. poi mi fermo al semaforo ed elaboro. ultimamente i semafori di questa città sono sempre rossi. e sempre troppo a lungo. ergo, ultimamente penso spesso. e inutilmente. i semafori mi remano contro.
cioè io sono in macchina tranquillo.. potrei limitarmi ad ascoltare la musica. poi mi capita davanti un gruppo di 14enni sugli scooter. di quelli che si mettono il casco sopra al cappellino con la visiera. di quelli che guidano con tutte e due le gambe da un lato, in una posa che fa molto fico. due di loro avevano quella simpaticissima felpa con le stelline. avete presente no? uno stava fumando una sigaretta. sullo scooter.. chiacchieravano, a 30 km all’ora e occupavano tutta la strada. e io dietro.
[forse, ma dico forse, se accelerassi un po’.. potrei dare un colpetto a questo cretino e buttarli giù tutti a catena. magari potrei anche fermarmi, scendere, cospargerli di benzina e lasciar cadere accidentalmente un fiammifero acceso]
semaforo rosso. loro passano e io mi fermo. peccato.. non ho fatto in tempo.
semaforo verde. proseguo. un vecchio (si, “vecchio”, cioè dispregiativo di “anziano”) decide di sfidare la sorte e attraversare all’ultimo momento. freno. inchiodo. impreco. il vecchiaccio (si, ho detto proprio “vecchiaccio” cioè dispregiativo di “vecchio”) si gira con l’espressione di chi vorrebbe discolparsi, come a dire: “mi scusi eh, ma io sono anziano e posso fare un po’ come cazzo mi pare, tipo attraversare la strada all’ultimo nanosecondo, anche dove non ci sono le strisce pedonali... si, anche attraversare in “diagonale” e a passo esasperatamente lento, in modo da occupare tutto il tempo e lo spazio disponibile.. sa com’è, sono anziano”. lo osservo attraversare senza battere ciglio. lo saluto con la mano. lo supero e arrivo al semaforo, rosso.
[ma è proprio sicuro che gli anziani devono essere rispettati tutti? magari a questo un bel colpo di clacson ci poteva stare]
guardo nello specchietto. è ancora in mezzo alla strada imperterrito nella sua traversata obliqua. “mah”.
semaforo verde. parto ad una velocità di crociera modestissima. si vede che non ho un cacchio da fare. un insetto si distrugge contro il mio parabrezza con un rumore vagamente sinistro.
altro semaforo rosso. a giudicare dalla quantità di liquido giallo fosforescente sparso sul vetro, il suicida doveva essere grosso più o meno come il mio pollice.
[una nota leggenda metropolitana supportata dal libro di scienze delle medie e da varie ricerche scientifiche autorevoli, dice che gli insetti percepiscono i nostri movimenti come se fossero al rallentatore. hanno una vista fenomenale. milioni di occhi. le antenne radar. io andavo a 30 all’ora e questo non è riuscito ad evitarmi. si.. deve essersi suicidato per forza. che vita di merda che fanno gli insetti!]
semaforo verde.. niente di rilevante fino al semaforo successivo, rosso ovviamente. mi fermo. mi giro alla mia sinistra. sulla panchina c’è una giovane coppia che litiga. urlano e gesticolano. potrei abbassare il finestrino e ascoltare quello che si stanno urlando, ma non lo faccio. odio i realiti sciò. su un’altra panchina, poco lontano c’è una coppia di anziani che si riposano e si tengono per mano. lo ammetto. mi sfiora un attimo il pensiero tenero e leggermente banale:
[ecco, i giovani litigano dopo due settimane che stanno insieme e gli anziani si vogliono ancora bene dopo una vita]
lo scaccio subito con un gesto della mano.
[vabbè può anche darsi che i due giovani faranno presto la pace e i vecchietti si tenevano per mano perché la moglie stava misurando la pressione al marito, contandogli i battiti del polso]
sorrido tra me e me (in effetti siamo molto intimi). semaforo verde.
[anzi, più probabilmente su qualche altra panchina, vicino a qualche altro semaforo, ci sono due giovani che non stanno litigando e l’altra panchina è vuota perché i due vecchi sono a casa, ognuno che pensa ai fatti suoi]
il tipo dietro di me suona il clacson perché non sono partito col verde. lo saluto dallo specchietto con la mano, mentre tra le labbra mi sfugge un “rompipalle”… anche se ho torto.
ennesimo semaforo rosso. il tipo davanti a me ha la freccia a sinistra. scatta il verde. non parte. poi ingrana la prima, gratta, rimette la marcia, si spegne il motore lo accende di nuovo, annaspa, suda perchè sa che qualcuno dietro di lui lo sta maledicendo e timidamente riparte. verso destra. io lo osservo allibito e anche leggermente spazientito. intanto è scattato di nuovo il rosso.
[ma ci sarà qualche differenza tra una persona che resta ferma perché decide di non muoversi e una che resta ferma perché vorrebbe andare ovunque ma non riesce a decidere in quale direzione?]
... ... ...
io: "ma quanto cazzo ci metto a tornare a casa oggi?"
il mio passeggero immaginario: "se continui a svoltare a sinistra ad ogni semaforo ci metti una vita, cretino! è da mezz'ora che facciamo il giro dell'isolato.. alza il volume e alla prossima gira a destra!"
io: "sagace!"


goodgod ha avuto ragione alle 16:59 riguardo a roba vecchia, la giornata è ancora lunga, un pò di fatti miei
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31/07/2007

sono cose che, in generale, capitano, maresciallo

29 giugno 2006
avete messo l'accento al posto giusto? bene..
 
periodicamente la tecnologia mi si rivolta contro. ho una cinquantina di foto di questo bel concerto, bloccate nella memoria della macchinetta digitale, che non vuole saperne di accendersi. così di punto in bianco, ha deciso di scioperare. e si che l'ho sempre trattata bene, mai una caduta, mai una botta.. ho sempre fotografato cose di un certo livello.
ma ok, sono cose che capitano.
 
stanotte non ho quasi chiuso occhio a causa del caldo e soprattutto di un dente dolorante. probabilmente anche il mio dentista non ha chiuso occhio a causa mia, o meglio, delle mie maledizioni. le uniche due ore di simil-riposo le devo ad un liquido che ho trovato, tastando a caso nell'armadietto dei medicinali, alle 3 di stanotte. doveva essere quello giusto perchè mi sono appisolato per un po'.
certamente, sono cose che capitano. ...
 
stamattina, appena sveglio e con i postumi del mal di denti, mi dirigo in cucina con i piedi telecomandati dal profumo di caffè, pronto a dimenticare gli scazzi e ad iniziare una nuova giornata. lo sportello della cucina è chiuso e c'è una macchia scura sopra.. sembra sporco.. ma non è sporco.
me ne accorgo quando ci passo tre dita sopra - indice, medio e anulare della mano sinistra - per cercare di pulire e sento un rumore simile a quello che fa un wurstel gettato su una piastra arroventata.




ho la stessa visione di qualche tempo fa, di san lazzaro seduto sul tavolino della cucina che mi guarda e si limita a sorridere in modo beffardo. il dolore mi oscura la vista. mia madre, la mia amata madre, mi ha teso una trappola. ha chiuso lo sportello della cucina elettrica, lasciando il fornello acceso.

stavo quasi per metterle le mani addosso e darle un morso sul cranio, ma mi sono fermato appena in tempo: ho pur sempre 3 dita ustionate e un dente dolorante... avrei fatto più male a me che a lei. e poi un'ustione, anche se non è il modo migliore per iniziare la giornata, non è un motivo sufficiente per picchiare chi ti ha messo al mondo, in preda ad uno scatto d'ira.
beh, anche queste sono cose che capitano.
 
però checcazzo... capitano nell'arco di sei mesi, non di 24 ore!!
...
"dio, non è che per caso stai cercando di dirmi qualcosa?
guarda che non sono mica cretino eh? basta molto meno per farmi afferrare un concetto.."
...
così, con un sacco pieno di pive e di pazienza e stringendo fra le dita una confezione di funghi porcini surgelati, mi avvio verso il tramonto di questa splendida giornata, sperando che arrivi presto.
goodgod ha avuto ragione alle 15:48 riguardo a odio, roba vecchia, la giornata è ancora lunga
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31/07/2007

inquinamento acustico di provincia

7 giugno 2006
immaginate di essere concentrati. siete tutta materia grigia in fermento. un ammasso di gangli nervosi  e neuroni che comunicano tra loro con autentici lampi di genio. i pensieri si collegano tra loro in frazioni infinitesimali di millesimi di centesimi di secondo. il vostro cervello è il raccordo anulare nell’ora di punta in cui una volta tanto non ci sono code o ingorghi.. scorre tutto liscio. e siete anche quasi sorpresi di come ciò possa accadere, visto l’abituale stato di impasse dei vostri neuroni, ma ora non avete il tempo di pensare a questi dettagli. siete concentrati.
 
ora immaginate che, in questo idillio mentale, in questo paradiso dell’intelligenza, un suono penetri a forza nel vostro orecchio ed inizi a bussare con insistenza sulla vostra corteccia celebrale. con la stessa forza e la stessa costanza della goccia che, in millenni di paziente lavoro, scava delle enormi caverne.
immaginate un uccellino che cinguetta. cinguetta per festeggiare l ‘arrivo della primavera o cinguetta perché aspetta che la mamma (quella maiala) gli porti da mangiare ma se la sta prendendo troppo comoda o cinguetta perché vuole volare e andare a rompere le palle da un’altra parte, ma non può perché è ancora troppo piccolo. cinguetta con la frequenza disarmante di un “ciiiip” al secondo.
so cosa state pensando: sono esagerato. ma un “ciiip” al secondo fanno 60 “ciiip” al minuto, che fanno 3600 “ciiiip” all’ora. e questo ca**o di uccellino maledetto sta cinguettando da ore!!! fate un po' il conto.
ok, ma tanto siete concentrati. un po’ di meno, ma concentrati.

ma ora immaginate che all’uccellino si aggiunga il clacson di un automobilista frustrato che non può uscire dal parcheggio perché un altro automobilista più frustrato di lui gli blocca il passaggio. e il primo frustrato, invece di scendere dall’auto, munirsi di cric e andare a cercare il secondo frustrato dal tabaccaio, preferisce starsene comodo nella sua auto a suonare il clacson con una frequenza di un “peeeeee” ogni 5 secondi. vi risparmio i calcoli di prima. vi ricordate l’uccellino? bene, aggiungeteci il clacson.
ormai la concentrazione è un ricordo.

a questo aggiungete l’inquilino del piano di sopra che, scoprendosi improvvisamente sordo, decide di ascoltare il tg3 regionale ad un volume degno di uno che vive a 50 metri dalla pista di atterraggio della malpensa.
avete il quadro della situazione? bene.
 
adesso dovete aggiungere il cane di un tizio che abita dalle vostre parti. un cane piccolo, stupido e nero che dovrebbe svolgere l'importante funzione di cane da guardia. a me piacciono i cani ma il fatto è che questo schifoso si è calato così bene nella parte che abbaia al minimo rumore, anche quello del suo padrone che si scaccola. e abbaia con una frequenza simile a quelle di cui sopra.
riepilogo: uccellino che cinguetta + clacson + tg3 regionale a volume inaudito + cane nervoso. ci siete?

adesso aggiungete… come? ah, vi è già esploso il cervello? peccato, la lista era lunga…
goodgod ha avuto ragione alle 15:43 riguardo a odio, roba vecchia, la giornata è ancora lunga
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31/07/2007

evoluzioni

28 aprile 2006

l’uomo si è evoluto. questo è un dato di fatto… certo, a guardare alcuni esponenti della razza umana ogni tanto mi vengono anche dei dubbi, ma questo è un altro discorso.

l’uomo si sta evolvendo. anche questo è un fatto, forse meno visibile, meno evidente, ma è così. allora mi chiedo: a cosa ci servono 5 dita dei piedi? si, lo so che detta così suona un po’ strana. mi spiego.

nel corso dei millenni l’uomo ha imparato a camminare in posizione eretta, ha imparato a usare la ruota, ad accendere il fuoco e a cucinare la carne. per le salse ha dovuto aspettare ancora un po’, ma nessuno è  perfetto.

l’uomo discende dalla scimmia (ma cosa c’era salito a fare sulla scimmia? mah, vabbè..) ma fortunatamente, a parte le solite eccezioni, non si vede quasi più. il cranio si è ingrandito, la coda è caduta perché era inutile, i piedi si sono adattati alla posizione eretta.

allora posso tornare alla domanda di prima: a cosa servono 5 dita dei piedi? perché non continuare ad evolverci? invece di avere, oltre all’alluce,  4 dita minuscole, rattrappite, inutili, che servono solo a far crescere un altrettanto inutile unghia, non sarebbe meglio avere un alluce e due dita, magari un po’ più grandi di quelle attuali, magari senza unghie? tanto a cosa servono le unghie dei piedi? mica ci devi raccogliere le monetine..

la mia teoria si è sviluppata nel modo seguente: tempo fa ero in giro scalzo per la mia stanza, in cerca delle ciabatte. non ricordo se ero ancora mezzo addormentato, perché era appena suonata la sveglia o se ero stanco morto perché ero appena rientrato a casa dopo una serata passata a gozzovigliare (madonna che brutta parola!). fatto sta che girovagando con gli occhi mezzi chiusi, ho inavvertitamente “sfiorato” l’armadio con il dito mignolo del piede sinistro.

incredibile quanta forza impieghiamo per spostare un piede in avanti, non l’avrei mai immaginato. me ne sono reso conto quando ho avuto la visione di san lazzaro seduto sul mio letto che mi diceva, sorridente: fa male eh? e subito dopo un dolore lancinante si è impossessato di tutto il mio corpo. tra l’altro ho anche scoperto di avere la capacità di concepire nuove ed inaudite imprecazioni, che non sto qui a riportare. quel ca*zo di mignolo! tanto piccolo ed insignificante quanto doloroso!

fu così che la notte seguente, con il mignolo ancora dolorante, ho capito in che modo dovrà evolversi l’uomo per evitare questi inutili dolori:


l’ideale per me sarebbe un evoluzione tipo questa, ma mi sa che è un po’ difficile.

goodgod ha avuto ragione alle 15:29 riguardo a roba vecchia, la giornata è ancora lunga
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